Albert Taste: Summer Vibes?

Artista: ALBERT TASTE
Album: SUMMER VIBES
Genere: EDM
Grado di rischio: TANGIBILE di non essere soli nel tunnel.

Albert Taste

Gli altri ci ascoltano? Il 99,9% delle volte no.

Nell’ascoltare includo la comprensione di ciò che viene detto; non l’interpretazione, una personale visione delle cose, una propria opinione, no: intendo proprio prendere ciò che viene detto dall’altro e lasciarlo incontaminato da se stessi.

Chi ci riesce è un genio. Oppure no. Non lo so.

Credo che la maggior parte della frustrazione e nervoso che accumuliamo sia dato proprio da questo fattore: tutti ascoltano per rispondere. Non sta mai zitto nessuno.  Si sta zitti per svanire nel nulla, ovvero per mancare; perché esserci nel profondo rispetto del silenzio è ormai cosa rara.

Da qualche tempo mi trovo in un tunnel che pare infinito, in cui sembro un disco rotto, ripeto sempre le stesse cose: a me.

Eppure questo tunnel è piuttosto frequentato, probabilmente sono ombre o presenze aliene o meglio, forse, direi alienanti.

Sì, mi alieno spesso. Non ce la faccio più. Sono stanca e non mi vergogno a dirlo. Viva i “sempre in tiro”, io no. E allora in mezzo a tutti questi ginnici dello stress, io m’invento la tecnica per continuare a camminare anche se a corto di fiato.

Ma parliamo di una presenza nel tunnel, una presenza diversa dai ginnici dello stress: le idee di Albert Taste.

Albert Taste si occupa di musica elettronica come un vero e proprio pittore dei suoni: crea colori, atmosfere, situazioni, racconta. Usa pochissimo le voci, è come se facesse musica non per colmare il silenzio o zittire il frastuono, fa musica per farsi ascoltare. Riesce.

Albert Taste | Summer Vibes

Summer Vibes è il suo l’ultimo lavoro e per una che odia l’estate profondamente, non è un invito, ma l’ho ascoltato memore di un suo brano bellissimo, Nostalgic Dance, e mi è piaciuto.

Morale: non si può sempre muoversi nella direzione dei nostri bisogni in cerca di conferme del nostro punto di vista perché si può finire in un campo minato.

Mi ricollego al discorso di sapersi arricchire con un’idea incontaminata: avete presente quando state facendo qualcosa che proprio non vi va e cercate nel mentre un po’ di “accompagnamento” mentale? Non l’avete nelle orecchie, l’avete nella testa, la canticchiate e vi accompagna in quello che fate. Non so se vi sia mai capitato ma a me aiuta molto, mi da quasi un ritmo.

Azzerare la mia percezione delle cose e fare mia quella altrui, un po’ di vacanza dal mio stress. C’è chi cantava “a day in the life of someone else”: non voglio barattare i miei giorni con quelli altrui ma un po’ del mio stress con quello di qualcun altro potrebbe essere un’idea, tanto per cambiare disco rotto.

Empatizzare è un bel tranello se non si sanno gestire bene le proprie emozioni ma permette di conoscere così tanto che il rischio vale la pena di essere corso.

Fortuna ha voluto che Albert Taste si sia messo ad esprimere la sua creatività musicale e, da musicista preparato quale è, sta facendo un ottimo lavoro d’accompagnamento della sottoscritta nel tunnel che pare infinito.

È talmente infinito che mi sta sulle scatole pure la luce in fondo.

Questo tunnel pieno di alienati, alienanti e pochi alieni.

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