Giorno 25: Oggi cappellacci?

The Artist | Cappellacci

Io non riesco a chiudere i cappellacci: fatemi fare il ripieno, stendere la pasta ma a chiuderli ci pensa comunque mia madre.

Per chi non lo sapesse i cappellacci di zucca sono una ricetta ferrarese o mantovana, a seconda dell’uso di alcuni ingredienti nel ripieno; assomigliano a dei tortelli ma un po’ più grandi e si condiscono burro e salvia o col ragù.

Adesso ho fame.

Dunque, come tutti i miei esperimenti culinari, si rivelerà un’avventura riuscire a preparare questo piatto al mio compagno di follia Frank Julian, perché al suo: “cosa sono i cappellacci?” non potevo che rispondere con la pratica. Ma la pratica mi ha riservato delle insidie:

  1. La farina sbagliata
  2. Le uova piccole
  3. La gatta che voleva aiutare

Oggi non c’è nulla di drammatico da raccontare ma stavo pensando all’artista dell’ultima #nonrecensione BIAS. Se lo invitassi a mangiare i miei cappellacci, che ne penserebbe? Quale atmosfera dark tirerebbe fuori? Scatenerei in noi qualche altro spunto di drammaticità? Sempre per non mettersi paranoie nelle cose. Ma, soprattutto, abbiamo il vino?

Potrebbe essere.

Forse sono troppo severa con il loro aspetto, bisognerebbe assaggiarli; e così abbiamo fatto. Dopo il primo chilo abbiamo convenuto che si era pronti per poterli scolare.

In realtà li avevamo già finiti. Delusione.

Niente BIAS, come scrivi tu, sono sempre le aspettative che ci fregano: c’eravamo immaginati lo stuolo di cappellacci e invece siamo dei pozzi senza fondo… con la gatta infarinata.

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