Giorno 5: domande?

The Artist | Old photo

Le domande possono essere o nostre amiche o nostre nemiche. In genere sono uno stimolo per conoscere, per comprendere e imparare. Altre volte possono decisamente innescare una miccia potenzialmente acida.

Dipende… dipende.

Non che le risposte siano da meno, intendiamoci. Anche le risposte possono essere un fiume di parole alla Jalisse oppure un grugnito… dipende anche dall’orario, forse. La mattina, la risposta unica, la risposta a tutti gli interrogativi, potrebbe anche essere il silenzio. Chi non ama il silenzio? Alla mattina? Prima, durante e dopo il caffè?

Però c’è poco da fare: le persone in cerca di risposte muovono il mondo, camminano in avanti a patto di essere consapevoli che non a tutto potranno avere risposta. Questa dissertazione è perché mi stavo giusto chiedendo come mai alcune domande nascano dalla semplice disattenzione: basterebbe soffermarsi un momento e si scoprirebbe di avere già la risposta insita in sé, bella scolpita nel proprio animo, nella propria mente, nella propria esperienza. Se lo si facesse, ma avete idea di quante diatribe in meno? 

Sì, sono partita dalla domanda per parlare della disattenzione: è la disattenzione che ci frega. Sempre. Quindi, se siete davvero amici, non parlatevi a colazione ma statevene in silenzio, magari ascoltando Pop? No, non è una domanda… è proprio Pop? Ah no beh, non ricominciamo.

Ma chi mi credo di essere, un essere banale umano quanto basta, guasto, sovrastato dal peso dell’obbligo di essere speciale | (Mitumme – Combattimento)

Mitumme | Pop?

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