Hayward Williams: Every color blue?

Artista: HAYWARD WILLIAMS
Album: Every color blue
Genere: Country
Grado di rischio: di innamorarsi e festeggiare San Valentino

Hayward Williams

La prima volta che ho ascoltato questo artista è stato per un involontario San Valentino: involontario perché non è mia abitudine festeggiarlo ma vedere dal vivo Hayward Williams in quel della Sala Estense di Ferrara, ha reso quel 14 febbraio di qualche anno fa, una festa.

Il pezzo forte è “Cotton Bell” ma ormai è passato del tempo e ha pubblicato altre opere, l’ultima è “Every Color Blue”.

Ognuno di noi ha un colore preferito e il blu ricorre spesso nella mia esistenza: la radio (Studio Blue Radio)… e ovviamente quando devi cominciare a stilare una lista delle cose blu della tua vita, ecco che ci si apre al vuoto mentale assoluto. Vi posso garantire che, nella mia vita, è tutto molto blu!

Dunque Hayward Williams è uno di quei cantautori che ti giochi nelle discussioni tra compagni di passione musicale: perfetto e non sufficientemente famoso, in modo da poter calcare la mano facendo uno sguardo stupito di fronte a chi non lo conosce ancora. Lo so, mano bastarda… Ma se ci pensiamo, fa anche del bene, perché l’altra persona correrà a colmare la lacuna e, apprezzandolo, attuerà questo comportamento su qualcun altro, in qualche altra discussione. C.M.C: “cosa molto coatta”.

Hayward Williams | Every color blue

Dunque, questo inaspettato regalo di San Valentino, continua a rendermi orgogliosa di conoscere questo artista, anche solo attraverso la sua musica, che poi… a dirla tutta, gli artisti si raccontano moltissimo in questo modo.

Devo aggiungere che quel San Valentino fu una serata molto fortunata anche sotto altri aspetti, non ultimo trovare parcheggio in una zona praticamente inaccessibile. Come me lo ricordo? No, non sono un elefante, semplicemente avevo già avuto modo di recensirlo e le stesse impressioni ed emozioni di allora sono tornate con “Every Color Blue”.

Così belli gli album suonati da strumenti acustici, così tanta la voglia di rivederlo live: dalla prima “Coffee & Burbon” che si colora con un bel giro di piano, passando per la particolare armonia di “If you want me to beg”, fino a “Passerines” che riempie benissimo l’atmosfera di voglia di vinile e insomma, senza fare la lista della spesa, che ci annoia, facciamo una cosa: visto che live ancora non è possibile, regaliamoci il disco per la prossima festa degli innamorati. Certo, scollarsi da Cotton Bell è dura ma nulla ci impedisce di reperire anche quello.

PS: ha il vocione, sì, poi lo vedi e… niente, just fallen in love!

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