RUSH: Moving Pictures?

Artista: RUSH
Album: Moving Pictures
Genere: Progressive rock 
Grado di rischio: di entusiasmarsi

RUSH (the band)

Oddio, devo scrivere dei RUSH. Ora, si sa che quando ti esponi, puoi prenderci, come non prenderci. Ma questa #nonrecensione assomiglia più che altro a una tragedia in atto: ho cercato di concentrarmi, davvero, tra la corsia dei biscotti e quella dei cibi etnici, tra la corsia dei surgelati e quella del cibo per la mia adorata gatta… ah no, lì, scusate, ma no: dovevo capire quale prelibatezza potesse renderla soddisfatta del servizio, è molto severa, lo sapete.

Sapete anche che il folle fondatore di questo blog è un veneratore attivo e imperituro dei RUSH: avete presente? No, dico, poteva anche scriversela lui ma c’è un importante punto da considerare: si fida di me.

Allora ecco che l’argomento mi viene in mente, anche un po’ leggendo quella che è la storia di questa band canadese, ovvero: la pressione. È senza dubbio un dato di fatto che i RUSH, della pressione, se ne sono sempre sbattuti le palle. L’amore genuino per ciò che si fa permea da tutto il fiume fangoso che tenta di travolgerti quando ci sono di mezzo una carriera, dei fan e delle aspettative. Almeno, la mia sensazione è questa.

Dunque, la pressione che ti fa schizzare come una scheggia impazzita in situazioni viziose; sì, perché quando esaurisci le energie dietro all’aspettativa, vivi d’angoscia, ti disinnamori. Non dei RUSH, naturalmente, ma il “devo per forza” funziona solo in alcuni contesti e situazioni. Quindi meglio fare le cose perché si sentono, sempre in linea generale.

RUSH | Moving Pictures

Ecco che, badate, sempre secondo me, i RUSH si mantengono sul “fare ciò che ci si sente”. Ecco che nasce una discografia che non passerà mai nel dimenticatoio, per un semplice motivo: la componente umana.

E tra umani ci si annusa. Tra umani si stabilisce un rapporto di fiducia. Ed ecco perché non potevo tradire la fiducia del mio folle socio di blog e malaminc…te. Sì, lo ammetto di essere un po’ stanca di riuscire a stabilire rapporti di fiducia solo con qualcosa che non ha a che fare con la gente, perciò se siamo noi, nel nostro piccolo, a rendere migliore questo mondo una goccia per volta, ben venga: socio folle e amanti dei RUSH, questa è la mia #nonrecensione.

Non so se riuscirò mai ad andare oltre a un numero a una cifra di persone di cui mi fido, o se riuscirò a non essere più vittima delle aspettative, o se la mia gatta deciderà di darmi tregua, ma va bene, ci proviamo, mai dire mai! Intanto un po’ di bellezza: Tom Sawyer prima traccia del disco “Moving Pictures”, disco di punta del trio canadese che spazia fra progressive e synth rock; il resto… ite e scopritelo.

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